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Romallo m.736. abitanti 603 (al 31.12.1999), centro frutticolo adagiato sul
fertile terrazzamento quaternario alle pendici sud-orientali del Monte Ozol, č villaggio cordialmente esposto al sole, con gruppi di case fra gli
orti, disposti su due piani:la parte bassa raccolta intorno all'ampia
piazza, č detta villa. La parte alta, in pendio ,Colomel. L'evoluzione
edilizia moderna interessa soprattutto la parte Nord-Est del paese, lungo
la statale, ed č chiamata villa nuova. Luogo abitato dall'etā del
ferro,come documenta il fondo di capanna venuto alla luce nel 1904 durante
gli scavi per l'asilo(tra il resto si rinvennero resti di fusione ed
alcuni pani da fondere) sembra sia stato interamente colonizzato in epoca
romana(tra gli altri oggetti di questa epoca furono trovate una statuina
della dea Fortuna e numerose monete imperiali) e nella successiva etā
barbarica(piccola necropoli forse longobarda). Nei documenti č nominato
per la prima volta verso il 1200(Enricus de Romalo,appartenente alla
confraternitā di S.Romedio). La presenza del toponimo Sotalor, nella parte
orientale del paese, verso i dirupi della Novella, fa supporre che una
fortificazione medioevale si trovasse in quei paraggi;Compreso nel
territorio feudale dei d'Arsio,Romallo ebbe a soffrire nelle guerriglie
scatenate dalla lotta tra i nobili anauni del XIV secolo. Un tragico
elenco di rapine e di saccheggi č contenuto nel memorandum,rivolto nella
prima metā del Trecento, da Arsio al duca Carinzia e conte del Tirolo. Il
paese fu distrutto da un incendio sviluppatosi nell'agosto del 1853 a
seguito della caduta di numerosi fulmini. Molte delle case dalle imponenti
sovrastrutture lignee e dal tetto ricoperto di scandole andarono
distrutte. Altro incendio recente,limitato ad un caseggiato, č quello del
29.05.1945 provocato dal mitragliamento aereo di alcuni autocarri.Di
Romallo č il Salesiano P.Giacinto Pancheri, morto nel 1947, all'etā di 95
anni, a Quito, nell'Equador dove tanto fece per quelle popolazioni.Ebbe
grandiosi funerali a spese della Stato Equadoriano. Di Romallo č pure il
capuccino P.,Gianantonio Agosti(1886-1967), confessore del Duomo di
Milano,deportato dai nazisti a autore del libro:" Nei lager vinse la
bontā" (tratto da "Le valli del trentino" Aldo Gorfer 1975) |